goldin - quadernivicentini.it - QV
L’incredibile patto leonino. Tutti pazzi per Goldin
19 dicembre 2014
ponte - quadernivicentini.it - QV
La Grande Guerra e le ‘grandi’ opere edili. Il ponte di Roana
21 dicembre 2014

Linea d’Ombra, utili invidiabili

linea.ombra - quadernivicentini.it - QV

LINEA D’OMBRA, UTILI INVIDIABILI DUE MOSTRE TRE MILIONI

Linea d’Ombra srl società unipersonale (Goldin Marco) ha pubblicato il bilancio relativo all’anno sociale (!) 2012/2013, i cui valori coprono due mostre, quelle fotocopia di Vicenza e Verona (con Raffaello che va verso Picasso e Botticelli che sostituisce Raffaello e Matisse che sostituisce Picasso): un successone. Fatturato diminuito (del 13%) ma costi tagliati di netto (per la bontà d’animo dei sindaci di Verona e Vicenza). Alla fine un utile di 3 milioni di euro su quasi 9 di fatturato. Una delizia per Goldin. E il comune di Vicenza? Un milione di costi accertati e X costi non accertabili. Ma secondo Bulgarini i bar festeggiano. E questo basti

QUADERNI VICENTINI

PARLIAMO DI NUMERI? E ALLORA cominciamo dai numeri. Non a casaccio, naturalmente. Non per alimentare polemiche, naturalmente. Per fare piena luce su conti privati, resi pubblici dalla legge dello Stato sulle società di capitale (comprese quelle unipersonali), le quali, anche nei paesi più liberistici, sono obbligate a pubblicare i loro bilanci – più o meno filtrati dalle cosiddette poste rettificative e dai loro bizantinismi contabili – a garanzia dei cosiddetti terzi, fornitori e clienti, che non possono operare con un soggetto impersonale senza un minimo di corretta informazione.
La persona fisica che commercia mette tutta se stessa davanti ai terzi. È lei garante dei suoi errori e delle sue virtù. Lei stessa risponde per se stessa. Ma la persona giuridica è terza rispetto a chi opera, guadagna, investe. Stiamo al nostro caso. Linea d’ombra è Goldin. Ma di fronte ai terzi clienti e fornitori c’è Linea d’ombra srl. Una persona impersonale. Senza gambe né braccia. Chi c’è dietro a Linea d’Ombra? Goldin. Ma il soggetto giuridico non è lui, è la Linea (d’ombra) srl. Cioè tutto o niente.

Bilancio da luglio a luglio come la Juventus

Perché abbiamo voluto precisare questo? Perché non vogliamo fare, davanti ai lettori meno avvertiti su queste tematiche, la figura degli spioni. Non spiamo nulla. Leggiamo cose pubbliche che devono essere pubbliche a garanzia di terzi. Di solito, clienti e fornitori (e dipendenti, se ci sono). Nel caso di Goldin e di Linea d’Ombra il parquet dei diretti interessati si amplia: clienti, fornitori, comune di Vicenza, cittadini di Vicenza. Non male come parquet.
Allora, i numeri. Linea d’Ombra fa i bilanci da luglio a luglio, anziché da gennaio a dicembre come i comuni mortali. Fa come le società di calcio. La ragione è semplice. Come le società di calcio la stagione inizia a luglio, con gli allenamenti, per preparare le grandi mostre che hanno anche loro una stagione preferita come il calcio, tra l’autunno e la primavera inoltrata. L’estate Goldin se la tiene per viaggiare (beato lui) e, visitando i musei (per un po’ sempre i soliti, bisogna dire) si fa venire le buone e profittevoli idee per la stagione successiva. È un professionista, anzi un maestro (stavo per scrivere un mago).
L’ultimo bilancio è esemplare. Va dal luglio 2012 al luglio 2013 e come discorre la relazione fatta dall’amministratore (Goldin) ai soci (Goldin) si riferisce a due sole mostre, quelle famose di cui Quaderni Vicentini si è già occupata (n. 1/2013, dicembre), cioè Raffaello verso Picasso, realizzata in basilica Palladiana, e la mostra fotocopia (ma con titolo diverso) Da Botticelli a Matisse, realizzata al palazzo della Gran Guardia di Verona. Ebbene, pubblichiamo il conto economico (pagine successive) di questo annus mirabilis per chi è più curioso. Noi ci limitiamo ai dati essenziali, chiarendone gli aspetti significativi e confrontandoli con quelli dell’esercizio precedente. Riassumendo (in milioni di euro):

1) RICAVI: 31/07/2013 -> 8,9 / 31/07/2012 -> 10,3 / Variaz. -> – 13,5%
2) COSTI PER SERVIZI e GODIM. BENI TERZI: 31/07/2013 -> 3.7 / 31/07/2012 -> 6.8 / Variaz. -> – 45,5%
3) SALARI E STIPENDI: 31/07/2013 -> 0.8 / 31/07/2012 -> 1.2 / Variaz. -> – 33,3%
4) Totale COSTI di PRODUZIONE: 31/07/2013 -> 5.8 / 31/07/2012 -> 9.1 / Variaz. -> – 36%
5) UTILE PRIMA DELLE IMPOSTE: 31/07/2013 -> 3.0 / 31/07/2012 -> 1.2 / Variaz. -> + 140%
6) UTILE DOPO LE IMPOSTE: 31/07/2013 -> 2.0 / 31/07/2012 -> 0.8 / Variaz. -> + 151%

Il confronto è illuminante. Va al di là dell’asciuttezza tipica del numero in quanto tale. Dice molte cose:
– La prima: Goldin diminuisce il fatturato del 13,5% da un anno all’altro ma nello stesso tempo fa crescere il proprio utile prima delle imposte del 140%, e dopo le imposte del 151%. Con due sole mostre: Raffaello a Vicenza, Botticelli a Verona.
– La seconda: l’utile aumenta vertiginosamente perché diminuiscono – sempre vertiginosamente – i costi di produzione del 45,5%. Che cosa sono i costi di produzione? Quelli che servono ad allestire le mostre, che contengono opere non proprie, prese in affitto, le loro doverose assicurazioni (a carico di Goldin) e, soprattutto, i costi delle strutture che devono ospitarle. La Basilica Palladiana e la Gran Guardia di Verona. Ebbene, come si legge in questo stesso numero di QV, le due mostre erano le prime di un pacchetto a contratto pluriennale tra quelli che abbiamo definito i 4 dell’Ave Maria, e cioè: Goldin, comune di Vicenza (Variati), comune di Verona (Tosi), Fondazione Cariverona. Il contratto riduce al minimo gli impegni di Goldin e dilata al massimo quelli dei comuni interessati.

Goldin incassa, il Comune controlla e pensa

Il comune di Vicenza, per esempio, deve pensare a tutto quello che riguarda l’allestimento, preparazione, protezione, custodia, salvaguardia, luce, gas, internet, vigilanza e quant’altro. È tutto scritto nel contratto pubblicato in questo stesso numero. Il risultato di questa generosità dei signori vicentini del comune (signori in tutti i sensi) si trova subito nel bilancio di Linea d’Ombra, o, se preferite (visto che siamo al grottesco reale) della Marco Goldin Mayer Corporation.
– La terza: gli stipendi e salari si riducono pur aumentando vertiginosamente l’utile netto. È il contrario di quanto avviene secondo le più classiche e anche moderne analisi di bilancio. Se l’utile aumenta, è inevitabile (lo hanno sempre detto anche i molti ministri dell’economia che abbiamo avuto la sventura di sopportare in questi anni) che aumenti l’occupazione, cioè stipendi e salari. Per Goldin vale il contrario: l’utile aumenta e i dipendenti diminuiscono. Una logica c’è: i lavoratori per le mostre sono pagati dai rispettivi comuni. Lo dicono i numeri (e il contratto).
– La quarta: i ricavi. Sono un sollucchero. Linea d’Ombra allestisce le mostre (lasciamo stare se belle o brutte) e si prende, cash, tutti gli incassi. Oltre a ciò si prende, in anticipo e in corso d’opera, secondo uno scadenzario già stabilito, tutte le sovvenzioni previste (Cariverona e non solo). Per avere conferma di ciò bisogna guardare un’altro bel numerino che tutti gli analisti di bilancio – per stabilire lo stato di salute di una società – guardano: il rapporto fra crediti verso clienti correnti (inferiori ai 12 mesi) e il fatturato. Qui un analista prima strabuzza gli occhi e poi va a chiamare una fanfara (a carico dell’azienda) perché faccia un’adeguata colonna sonora all’avvenimento: su un fatturato globale degli ultimi due anni di circa 20 milioni di euro, Goldin ha in bilancio la bellezza di 146 mila euro di crediti da esigere. Capite il nesso?
– La quinta: l’utile. Un’utile lordo di 3 milioni di euro su un fatturato di 8,8 ci offre un meraviglioso, irraggiungibile 34% di profitto. Per converso il comune di Vicenza ha solo costi (un milione di euro di impianti solo parzialmente utilizzabili) e nessun incasso. Una logica contraria alla più elementare economia di mercato.

Spese d’impianto e spese sparse, troppo sparse

Il paradosso è questo. Goldin potrebbe finanziare il comune di Vicenza, perché è ricco e si arricchisce per merito di una struttura ragguardevole come la Basilica Palladiana, costata per la doverosa ristrutturazione un’infinità di soldi ai vicentini, mentre è il comune di Vicenza che finanzia Goldin arricchendolo.
Il fatto è grottesco e va molto al di là della qualità delle mostre (questo è un altro discorso e ci torneremo). Se anche le mostre fossero di qualità inaudita, il rilievo non si modificherebbe di un millimetro.
Oltre ad assistere all’arricchimento del signor Goldin il comune di Vicenza ci rimette di suo. Per esporre le opere con la prima mostra ha dovuto spendere 700 mila euro in strutture lignee (dette anche cassoni). Per la seconda mostra (quella corrente) non andavano bene. Dovevano essere integrate. Altri 300 mila euro di spesa. In tutto fa un milione.
Non basta. Le spese correnti di sostegno e organizzazione, pulizia, illuminazione, custodia, salvaguardia, non sono inserite in un unico capitolo chiamato Goldin (sarebbe giusto, a dire il vero, ma sarebbe troppo pericoloso); sono sparse nei mille capitoli di spesa che un comune (mostra o non mostra) ha. È inutile che i consiglieri di opposizione si sbraccino a fare domande d’attualità su quanto è costata questa o quella mostra. Non lo sapranno mai. Forse non lo sanno neanche Variati e Bulgarini. E questo è anche peggio.

I caffè del vice sindaco

A proposito di Bulgarini, vice sindaco e parafulmine variatiano doc. Indispettito dalle polemiche su costi e Goldin, disse più o meno che l’afflusso di gente che la mostra ha consentito avrebbe prodotto tangibili guadagni ai commercianti. In particolare ha segnalato i bar, le trattorie, i ristoranti. Nel bilancio di Bulgarini d’Elci, i maggiori incassi (presunti) di bar, trattorie, ristoranti compenserebbero ampiamente i costi sostenuti dal comune (e i suoi mancati introiti).
Questa è davvero solo un’allegra opinione. Non spetta all’amministratore pubblico documentarsi sui maggiori incassi di ristoranti e bar, a lui spetta di amministrare bene; non regalando soldi a chi ne ha già di suo e non facendo spendere soldi inutili alla collettività.
Il maggior afflusso di gente dovuta alle mostre non fa di Vicenza – come ha detto ottimisticamente il sindaco Variati in concerto con Bulgarini – una città turistica. Ce ne vuole per arrivare a questo (ammesso che lo si voglia davvero). Il fatto è che i commercianti hanno replicato a muso duro a Bulgarini. I maggiori incassi da lui strombazzati non si sono visti. Anzi, qualcuno ha chiuso. Tra l’altro va segnalato che, proprio perché Vicenza è ancora ben lungi dall’essere città turistica, non li ha nemmeno i posti di ristoro sui quali un assessore puntiglioso avrebbe potuto fare i riscontri eventualmente utili a sostenere le proprie opinioni. Righetti, che è il ristorante per eccellenza di Vicenza centro, il sabato e la domenica è chiuso. Chieda Bulgarini ai gestori del Bar Ristorante Garibaldi – che è anche un suo inquilino – se si è arricchito con l’afflusso di Goldin.
In tutto corso Palladio ristoranti non ce ne sono, ci sono solo bar. Loro dicono che non si sono arricchiti. Anzi, non hanno neanche visto le locandine che annunciavano la mostra. Sfido: erano tra le poche spese a carico di Goldin.