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La tutela di Marcesina. Quel park assurdo non si farà più

Enego.Torre - quadernivicentini.it - QV

LA TUTELA DI MARCESINA. QUEL PARK ASSURDO NON SI FARA’ PIU’

Non è un annuncio pubblicitario all’incontrario. E’ una lunga storia che avrebbe potuto condurre l’Altopiano ad un esito catastrofico. A Enego il Comitato di tutela ha ben tutelato. Un parcheggio ideato per la valorizzazione della piana di Marcesina, praticamente un disastro naturalistico in plein air, è stato sventato. La peste bubbonica che ipocritamente passa di solito sotto le mentite spoglie di una valorizzazione ambientale e turistica è stata svelata e infine, fortunatamente ma anche con merito, respinta. Tredici lettere anonime e una minaccia di morte al neo sindaco Cappellari sono state, come meritavano, messe alla gogna e sonoramente sconfitte. Gli eneghesi, stavolta, hanno vinto la loro battaglia

BEPPA RIGONI

ENEGO, RIDENTE LOCALITà dei 7 anzi 8 Comuni, dista dalla piana centrale ben 35 km. È ubicata in posizione strategica a picco sulla Valsugana, alla quale si arriva dopo i 17 tornanti che intersecano in più punti le antiche vie d’accesso alla Marcesina: la Piovega, la Corda, la Scaletta, etc. Accesso naturale all’Altopiano ad est (da valle verso monte) il paese di Enego, posto esattamente a metà strada fra la Valsugana e Marcesina, è stato crocevia di eventi preistorici e storici: dall’uomo di Neanderthal ai Romani, all’avvento degli Ezzelini, degli Scaligeri (dei quali, la principale testimonianza rimasta è la torre, simbolo del Comune), della Serenissima.
Fin agli anni ’20 – ’30 del secolo scorso, il paese godeva di una certa vivacità: quasi 5.000 abitanti contro gli attuali 1.800, causa lo spopolamento del territorio dopo la prima guerra e fra le due guerre, per via del profugato e della forte emigrazione. Ma veniamo all’attualità.

Passaggio non indolore, anzi battaglia campale

A Enego, dopo il periodo di commissariamento del Comune concluso nel 2008, con la vittoria della lista Enego e le sue contrade, il 25 maggio 2013 ha avuto la meglio la lista Insieme per Enego e Fosco Cappellari è diventato primo cittadino.
Tenuto conto che la spending revew ha cambiato l’assetto nei Municipi, se nella tornata precedente si contavano 8 consiglieri di maggioranza (di cui 4 assessori) + il Sindaco, ora oltre al Sindaco ci sono due assessori e due consiglieri di maggioranza. Ma, secondo l’opinione di Cappellari – per un comune di 1800 abitanti – con grande impegno e dedizione si può farcela: “Pochi ma buoni!”, afferma.
Il passaggio dall’amministrazione precedente a quella attuale non è stato però indolore, a conferma delle storiche e travagliate vicissitudini degli eneghesi, sempre contesi da qualcuno. Quello che doveva essere un normale cambio della guardia con le scaramucce di rito, si è trasformato in una battaglia campale. Il neo-sindaco Cappellari dal giorno del suo insediamento ad oggi ha ricevuto 13 lettere anonime e una minaccia di morte! Santo Cielo, perché mai? Solo perché da candidato ha largamente vinto la tenzone?

Quando in gioco c’è qualcosa di grosso, di molto grosso…

La cosiddetta area transfrontaliera di Marcesina “Obtorto collo” – di norma – i perdenti fanno buon viso a cattivo gioco e poi…amici-nemici o indifferenti come prima! Evidentemente in gioco c’era qualcosa che andava ben oltre la kermesse elettorale. Quel qualcosa ha un nome ben preciso ed è: “L’iniziativa per la valorizzazione turistica, ambientale, naturalistica dell’area transfrontaliera di Marcesina”. (IPA: progetto transfrontaliero Veneto-Trentino/comuni di Enego e Grigno – idoneo a finanziamento O.D.I.).
La valorizzazione della piana di Marcesina (…sotto la dicitura “turistica” si fa passare di tutto, quanto alla “valorizzazione ambientale e naturalistica”… mmm, i dubbi son forti!) portata avanti dalla fazione uscente, è stata stoppata con la vittoria della lista di Fosco Cappellari, e di conseguenza, del Comitato per Enego e la sua Marcesina.
Cappellari confessa: “L’unica chance che il mio gruppo aveva per fermare la cementificazione dell’altopiano di Marcesina, era quella di mettermi in gioco direttamente”. Sacrificarsi di persona, insomma. E così ha fatto. Lui, professionista vicentino ormai da anni, ha mollato tutto e, divenuto Sindaco, è rientrato stabilmente al paese natio. Gli unici spostamenti dalla casa natale – splendida vista di Grappa e Dolomiti – li compie per andare a bussare a tutte le porte, in primis a quelle della Regione: “Al Comune servono soldi!” Perché? Perché dei sostanziosi fondi in mano agli ex-inquilini del municipio (1 milione e 300.000 euro, incassati dalla sola vendita del legname abbattuto dalle abbondanti nevicate del 2009 … e non solo), nelle casse comunali è rimasto ben poco!

Progetto di valorizzazione: come si adatta un conto economico per salvare Marcesina

Costo complessivo: 3.500.000 euro; finanziamento regionale: 3.355.000. Somme per lavori: 2.655.834; somme a disposizione dell’amministrazione: 666.165; importo intervento D.G.R.V.: 3.150.048; importo da cofinanziamento del Comune: 204.952 – con accensione di un mutuo.
(Il mutuo attivato, assieme ad altri, impedisce che in futuro il Comune possa accenderne altri, quindi trovare co-finanziamenti per coprire il costo per eventuali contributi su opere pubbliche sarà pressoché impossibile! ndr.) Valutazione, progettazione, stesura del progetto. 4 gli stralci previsti:
a) – viabilità/asfaltature;
b) – riqualificazione e messa in sicurezza del Forte Lisser;
c) – cambio di destinazione d’uso delle 3 abitazioni insistenti nella piana di Marcesina (più costruzione di una quarta ex-novo) ad uso punto di ristoro ed info-point;
d) – costruzione di 1200 posti auto a pagamento ed annesse aree coperte per pic-nic, caminetti, wc.
Stato dell’arte dei punti a) e b): i lavori di asfaltatura non sono ancora ultimati e l’Azienda vincitrice della gara d’appalto per il Forte Lisser ha rinunciato all’incarico. Il lavoro di ristrutturazione del forte è oggi in corso di riappalto da parte dall’attuale amministrazione.

Al posto del parcheggio e delle piazzole un acquedotto per le malghe

Varianti al progetto apportate dall’amministrazione Cappellari:
1) – Le 3 costruzioni esistenti sono attualmente in fase di restauro ad uso abitativo occasionale da parte di paesani e turisti desiderosi di un’avventura full immersion nella natura, che ne facciano richiesta, versando un canone al Comune; la quarta, defalcata;
2) – Via parcheggi, piazzole, panche, camini…ma costruzione di un acquedotto, per portare l’acqua alle malghe…ma questa chicca, ce la teniamo per ultima!

Ad Enego, nel 2008, alla presentazione del progetto, c’ero anch’io. Da lì si è mosso il Comitato per la Tutela

C’ero ad Enego, nell’agosto 2008 per fare il mio lavoro, il giorno della presentazione del famoso progetto. Ho la fortuna di averlo in mano tuttora, dopo che fu illustrato a suo tempo dai progettisti.
– No comment – non ne ho titolo, ma da allora ho seguito molto da vicino l’andamento della vicenda. Non appena presa visione del progetto di riqualificazione, il Comitato di tutela per Enego e la sua Marcesina, ha iniziato ad attivarsi cercando di coinvolgere e informare cittadinanza, Associazioni ambientalistiche, Enti territoriali. La domenica delle Palme del 2009 fui mandata a fare la cronaca dell’incontro organizzato dal Comitato con le Associazioni ambientali e i cittadini.
Relatori eccellenti: Giovanna Dalla Pozza (Italia Nostra), Valentina Dovigo (Legambiente) e Cesare Lasen, biologo feltrino, esperto di botanica floristica, fisiocitologia e studi ecologici, già applicati nella realizzazione del progetto Habitat Natura 2000.

Il miracolo partì dalla cronaca di una morte annunciata

L’obiezione dei relatori fu:
“Non è che la costruzione di così tanti posti macchina (1200 previsti, poi portati a 850), farà da apripista – a lungo termine – all’urbanizzazione di un territorio ancora vergine?”
È stato proprio per salvare Marcesina da questa cronaca di una morte annunciata, che Cappellari si è giocato il tutto per tutto e ce l’ha fatta! Verrebbe da dire: – E’ un miracolo! – …Ma non lo è affatto: il risultato è frutto della caparbia volontà della persona e dei suoi sostenitori e della sensibile lungimiranza dei giovani eneghesi. “Sono stati loro il volano che ha fatto decollare il progetto elettorale” – afferma Cappellari – che si è così descritto: -sono uno che quando pianta le unghie non molla, costi quel che costi- …Mai lo diresti dai toni pacati e l’aplomb!
Durante gli anni di piombo il Comitato di Tutela, sempre all’erta e in contatto con gli Enti, aveva chiesto che venissero apposte delle varianti al progetto, che l’ex-amministrazione asseriva volere a scatola chiusa. Ma così non era, come il nostro ebbe modo di verificare.
Il Comitato aveva l’idea di portare l’acqua alle malghe (che non c’è, ci rendiamo conto? E in luoghi dove si producono alimenti si va avanti con cisterne e autobotti! Proprio negli scorsi giorni, prima dell’avvio ufficiale dell’alpeggio, la RAI ha mandato una troupe per riprendere la consueta operazione di disinfezione di serbatoi e contenitori, forse perché sarà l’ultima!), al posto di cementificare il territorio.
– Ma non si possono apporre varianti!- asserivano gli “altri”- …il progetto ha ricevuto questo punteggio e questo finanziamento, perché formulato in questi precisi termini. –
Balle! La recente risposta della Regione è stata che con l’acquedotto sicuramente il progetto avrebbe ricevuto lo stesso punteggio se non superiore. La realtà è che la progettazione fu buttata giù in fretta e furia e si vede. Così invece si vantarono pubblicamente i progettisti: – Ci abbiamo lavorato giorno e notte per due settimane! – Tu pensa: oltre tre milioni
di euro portati a casa in 15 giorni…altro che Draghi!
Le immagini dei sentieri sterrati della Marcesina scattate il 7 ed il 20 agosto 2008 (documentazione fotografica allegata al progetto), testimoniano l’urgenza, oltre che l’intento di dimostrare il bisogno di parcheggi in quota, dato il grande passaggio automobilistico…
Peccato che le foto siano state scattate quando c’era in corso una gara automobilistica, dove un inconsapevole fotografo ha immortalato la scritta “Rally” accanto al rilevatore magnetico posizionato a terra, come quelli usati dalla polizia stradale…

La fragilità “eccellente” della piana di Marcesina Sito d’Interesse Comunitario (SIC)

Marcesina – nota ai più per le temperature più rigide in assoluto d’inverno – è un’area SIC, sito di interesse comunitario e ZPS, zona a protezione speciale (che insieme costituiscono la Rete Natura 2000) e beneficiaria appunto del finanziamento interregionale per il progetto transfontaliero. È però un territorio molto fragile, disseminato di manufatti preistorici e storici e di alcune torbiere (residuo dell’ultima glaciazione del Wurmiano) ricche di sfagni, dove vivono specie animali e vegetali protette e in via d’estinzione, come il tritone alpino e la drosera – pianta carnivora.
Dal 29 maggio 2013 alla ex-macchina organizzativa del progetto di riqualificazione è stato tirato il freno a mano. La nuova amministrazione ha chiesto a cittadini, addetti ai lavori ed enti preposti al territorio, di fermarsi a fare una profonda riflessione in merito. Dopo un’attenta valutazione di carattere soprattutto etico, il progetto è stato indirizzato nella scelta poi adottata.

Per l’acqua alle malghe: valutati impatto ambientale, condotte ideali, e il famoso gelo invernale della Piana

Son stati investiti mesi per la valutazione del minor impatto ambientale, in ricerca dei materiali più idonei per le tubature, della linea ideale delle condotte, della potenza delle pompe di innalzamento, della questione gelo del terreno in inverno e conseguente rischio per i materiali. Si arriva a meno 42°… siamo in Marcesina!
Amministratori, tecnici, ETRA ed Enti preposti, hanno collaborato a livello valutativo, progettuale, realizzativo e gestionale per definire il miglior progetto possibile, che fosse prima di tutto rispettoso di questo tipo di habitat. Partendo dalle cave di Marcesina, punto in cui già confluiscono le sorgenti della piana e dove è già attiva una pompa di sollevamento di media potenza, le opzioni per il percorso dell’acquedotto erano due: o salire in linea retta di malga in malga (o di lotto in lotto), dovendo però effettuare uno scavalco assai oneroso e attraversare aree protette e ricche di resti e reperti o seguire semplicemente la viabilità esistente. Le condotte, posizionate a 2 metri sottoterra per scongiurare il più possibile il congelamento, seguiranno un percorso che ricalcherà il tracciato della strada che da Valmaron porta alla piana. La lunghezza delle tubature sarà di circa 10 km. L’acquedotto servirà anche le attività ricettive, le tre casette in fase di ristrutturazione e i comprensori sciistici: l’acqua alle malghe non è più un sogno, è realtà!