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La filosofia perversa

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LA FILOSOFIA PERVERSA
QUATTRO BINARI CHE STRAVOLGONO UNA CITTÀ

In nessuna città al mondo prima si fanno i binari e dopo si costruisce loro attorno la città. In nessuna città al mondo, se il treno deve passare, si butta giù un bel pezzo di città e la si riforma attorno al treno. In nessuna città al mondo prima viene la ferrovia e dopo l’urbanistica. Trasformare Vicenza approfittando del mastodontico programma della cosiddetta Alta Capacità/Alta Velocità è maldestro e impraticabile. È un pericolo per una zona delicata (Villa ai Nani-Villa Rotonda), e sposta drammaticamente l’asse del centro. Da viale Roma, porta Castello, corso Palladio, piazza dei Signori, al mostro di Borgo Berga (Università più stadio). Un progetto folle (al di là del merito) perché condizionato da problemi economici di chi ha investito, sbagliando, a Borgo Berga, dai binari di una linea ferroviaria e non da scelte urbanistiche ponderate.

QUADERNI VICENTINI

PRIMA DI DIRE COME DOVREBBE essere la Vicenza che è nelle teste di Variati, della sua squadra e degli industriali di cui Zigliotto è presidente, va fatta una premessa filosofica. Qual è la filosofia che muove tutto questo ambaradan? È  presto detta. Alcuni nostri importanti concittadini, che dicono di amare tanto la loro città, hanno pensato questo: c’è la questione della Tav ancora in ballo. Il governo è in ritardo. Nel 2014 doveva essere già conclusa la prima fase e invece, ancorché finanziata dal CIPE, non è neanche iniziata. Sono passati otto anni. Noi, nel frattempo, abbiamo alcuni problemi. In primo luogo dare vita pubblica e privata al nodo edilizio del Tribunale nell’ex Borgo Berga, nodo terribile, definito mostro perfino da alcuni di noi, ma che ormai è lì. Chi ci ha investito dei soldi (Maltauro e non solo) ne ha già persi tanti e rischia di perderne ancora. La Corte dei Conti deve valutare le azioni di comune e consiglieri e ha già messo nel banco degli imputati tutti quelli che lo hanno approvato. Rischiamo di portarcelo dietro come un peso penitenziale vita natural durante (e questo è un po’ vero). Troviamo una soluzione. Approfittiamo del tema Tav e colleghiamo alla Tav la soluzione di alcuni dei nostri problemi pubblici, privati, di immagine, e di urbanistica.
La filosofia che ne viene, in pillole, è questa: utilizziamo la Tav per trasformare Vicenza. Da est a ovest. Facciamo di Borgo Berga, che adesso è un mostro e perde valore ogni giorno che passa, un polo d’attrazione della Vicenza del futuro. Colleghiamo il Moloch all’università, allo stadio, ad una stazione ferroviaria nuova di zecca. Creiamo Vicenza Nuova. Con la bacchetta magica statale: la Tav.

I punti irrinunciabili di Variati? Due stazioni nuove, stravolgere viale Risorgimento, una ruspa a viale Roma

Per far questo ci sono alcuni punti fermi, che Variati definisce irrinunciabili. Infatti nessuno può stare in piedi se non stanno in piedi gli altri. Enumeriamoli:
1. Costruzione di una stazione nuova davanti al Tribunale, ovvero al Moloch di Borgo Berga. Per far questo i nostri affezionati concittadini devono buttar giù un numero imprecisato di case, trasformare la viabilità che oggi vige tra lo stadio e monte Berico, modificare in qualche modo l’assetto di viale Risorgimento, andare perfino a toccare i quartieri che sono nei dintorni dello stadio Menti. Solo per far questo (bene) ci vorrebbero tre premi Nobel: della fisica, dell’urbanistica, dell’architettura. Li abbiamo? A livello pubblico/privato, a giudicare dalla bellezza del nuovo Tribunale, non direi.

2. Costruzione di un tunnel sotto monte Berico di un paio di chilometri, tunnel che in un primo momento era stato chiamato canale scolmatore, per far defluire le acque in zona Fiera e fra Retrone e Bacchiglione, che sono già abbastanza delicate di loro. Il tunnel, nel progetto pre-approvato da Rfi e da Lupi, dovrebbe essere dotato di una doppia corsia, una sopra e l’altra sotto. Una per le acque (sotto) e l’altra (sopra) per il traffico automobilistico. Verso la fine di dicembre qualcuno ha fatto due conti (ingegneristico/matematici) e sembra aver convinto Variati che il tunnel è meglio non farlo. Però c’è un problema. Quelli della Rfi, che sono quelli che devono fare i progetti reali, hanno accettato l’idea del tunnel. Ora, proveniente da palazzo Trissino, arrivano setto o otto cambiamenti. Corsie interrate, pseudo-gallerie, condotte ester-ne e quant’altro. Non si sa se accetteranno.

3. Eliminazione d’emblée della tradizionale stazione ferroviaria di viale Roma. Si è sentita anche questa: ciò permetterebbe finalmente alla città di collegarsi anche da ovest-nord ovest con Monte Berico. Della teleferica nessuno ha parlato. Come pensano di collegare viale Roma a Monte Berico i dilettanti di palazzo Trissino? Espropriando terreni e case della chiesa? Dei privati? E se qualcuno pensasse a fare una pista da sci per i più piccini? Certo, eliminando la stazione storica ci sarebbero, a parte la pista da sci con Monte Berico, un bel po’ di terreni da rivalutare e da inserire in un nuovo assetto urbanistico. Qualcuno ha parlato di grande parco. Sennonché non c’è solo la stazione centrale, c’è anche quella delle ex Ferrovie e Tramvie vicentine, da riusare e ricostituire. Nei pressi ci sono molti privati con gli occhi vigili, che potrebbero ricavare tante belle plusvalenze da espropri o vendite sul mercato. Finalmente sarebbe risolto il nodo dell’ex Domenichelli? E i terreni da rimettere in sesto e da purificare sarebbero tutti addebitati alla Tav? E viale Milano, che ha già problemi di suo, che fine farebbe?

4. Avete contato le domande? Molte. E ce ne sarebbero altre. Ma pensate che Variati e Zigliotto abbiano dato qualche spiegazione o qualche esuriente risposta? Solo materia per titoli trionfalistici del loro giornale.

5. Andiamo avanti perché c’è la perla insostituibile. La stazione Tav Alta Velocità Alta Capacità in zona industriale, fra Vicenza e Altavilla. Trionfalmente il giornale ha scritto che da Brescia a Venezia ci metterebbe, il treno superveloce, una mezz’oretta. Vicenza, siccome non era prevista come fermata, farebbe perdere sulla tabella di marcia dai 2 ai 3 minuti. Ma Zigliotto sarebbe contento. Dopo, si è intuito che nessuno sa bene, una volta costruita la mega stazione colà, quanti treni superveloci si fermerebbero. Forse due (uno al mattino, uno alla sera).
Nessuno sa a quanti industriali della zona interesserebbe avere una stazione merci davanti la porta di casa. Quelli che hanno i camion continuerebbero a usarli. Gli altri non si sa chi siano. Nessuno sa niente. Ma la stazione mega in zona industriale, perbacco, è un fiore all’occhiello per Vicenza.

6. Poi c’è una perlina. Il filobus. Colorato, ha aggiunto Di Lorenzo. Il filobus, non si sa ancora se su rotaia o elettrico, dovrebbe collegare le due stazioni, quella di Borgo Berga con quella di Vicenza-Altavilla. Non si è ancora capito perché. Il traffico interregionale – poniamo quello per Schio, Treviso, Bassano – in teoria dovrebbe partire da Borgo Berga anche se nessuno ancora sa sulla base di quali treni, coincidenze, orari, direzioni. Serve più il tram per andare da Vicenza Ovest a Borgo Berga o viceversa? Che bello, dicono, il tram. Pare che Lupi, il ministro, abbia strabuzzato gli occhi, estasiato. Ma nessuno ha detto per fare cosa, per servire chi, per trasportare chi, per collegare come.

7. L’obiezione che Vicenza centro perderebbe ancora punti se perdesse la stazione centrale attuale è stata rintuzzata da Dalla Pozza, l’assessore alle strutture. Nessun problema. Borgo Berga è il nuovo centro. C’è lo stadio, l’università, la nuova stazione. Arrivare in Basilica è un attimo. Chi capisce anche solo l’abc di urbanistica, ammesso che ciò accadesse (e non accadrà) è evidente che dall’altra parte, da porta Castello in avanti, fino alla magica piazza dei Signori, tutto sarebbe decurtato di valore. L’urbanistica è fatta di relazioni e di presenze. Se spostano la città a sud est per giustificare il Moloch, tutto si sposta, anche le teste. Tutti guardano a est, a Torri di Quartesolo, alle Piramidi.

8. C’è una soluzione (anche questa da Nobel): spostare tutto il traffico umano dalla Basilica Palladiana alla Rotonda. Creare una teleferica fra la Rotonda e Villa ai Nani. Un gioco da ragazzi.

9. Gli espropri. In una prima versione ‘Il Giornale di Vicenza’ ha parlato di 65 milioni di euro. Poi si è saputo – ma il giornale non lo ha scritto – che il geniale progetto della coppia Variati-Mariotto prevedrebbe anche l’esproprio di una fabbrica della Valbruna. Lì il prezzo  non si è fatto attendere ma non lo ha rivelato il giornale dell’associazione industriali, bensì Giulio Todescan sul Corriere della Sera: 100 milioni. Sempre che non intervengano altri aspetti contabili legati all’attività (l’azienda non è un rudere, è funzionante). Per esempio, l’avviamento. Per esempio, i costi d’impianto per portare l’azienda altrove. Ci sono altre aziende da travolgere con il meccano in salsa vicentina. Qui ci saranno problemi di valutazione. Si pagheranno periti a gogò ma i periti per il loro lavoro hanno bisogno di tempo. Poi ci saranno le obiezioni. I ricorsi al Tar. I ricorsi al Consiglio di Stato. Le modifiche all’assetto urbanistico sono tali che non sono prevedibili né i costi né i tempi. Il CIPE può approvare e finanziare qualcosa di tanto aleatorio?

10. A proposito di CIPE. L’ente ha già finanziato la Tav del tratto Verona-Padova. Il finanziamento è legge. Per approvare un nuovo finanziamento sostitutivo ci devono essere tutte le valutazioni ambientali e idrogeologiche del caso. Sono state fatte? Chiedete al dottor Mariotto della Camera di Commercio. Oppure all’ingegner De Stavola. Nessuno sa niente.

11. Sembra assodato che a Borgo Berga la stazione funzionerà per i treni regionali. Qualcuno, estasiato, ha parlato di 800 mila viaggiatori che transiteranno alla stazione di Vicenza Ovest-Altavilla. Sulla base di quali calcoli? Li trasporterà il tram colorato questi 800 mila viaggiatori o si recheranno a Vicenza ovest-Altavilla, sede della nuova stazione, in auto. conoscendo gli italiani, l’80 per cento andrà in auto. Che ne sarà del traffico attorno ai centri di Creazzo Olmo e Altavilla?