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I cinque secoli della Spettabile Reggenza dei 7 Comuni

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I CINQUE SECOLI DELLA SPETTABILE REGGENZA DEI 7 COMUNI

La prima federazione politica autonoma d’Italia, la Federazione dei 7 antichi Comuni dell’Altopiano – Asiago e Lusiana, Enego e Foza, Gallio, Rotzo e Roana – nacque nel ‘300 in contemporanea con la Confederazione elvetica, con una  propria lingua, il cimbro e una propria amministrazione, pur conservandosi fondamentale dominio de tera della Repubblica Veneta. Ne interruppe il prezioso cammino, nel 1807, Napoleone. Aderì al Regno d’Italia nel 1966, dopo la terza guerra d’Indipendenza. La sua storia si intreccia indelebilmente con quella di Vicenza, Marostica, Bassano, i Visconti, gli Ezzelini, i temibili Da Carrara e la Serenissima

BEPPA RIGONI

CON UN SALTO TEMPORALE pluricentenario, ci troviamo catapultati nelle diatribe fra signorie (successe ai Da Romano) nel possesso della fascia nord-vicentina. Gli Scaligeri lasciarono il loro imprimatur sul territorio fra gli anni 1262 e 1348, subito dopo l’avvenuto massacro degli Ezzelini e subito prima dell’avvento dei Visconti.
La città di Marostica porta ben impresse le stimmate del passaggio scaligero: il castello inferiore e le mura cittadine sono opera dei Della Scala. Per la sua posizione strategica e la fascia protettiva alle spalle, Marostica aveva al tempo un notevole peso politico e lo ebbe in seguito: fu Podestariato dell’area pedemontana dall’Astico al Brenta, Altopiano compreso. In Altopiano, ad Enego, gli Scaligeri costruirono una copia in scala ridotta del castello di Marostica, di cui rimane in piedi solo una torre, con incise sul frontone le iniziali dei due fratelli Mastino e Alberto, a ratificarne il possesso.
I due castelli non erano che un ponte ideale fra la pedemontana e la montagna, a marcare il territorio di loro pertinenza. Enego era infatti torre di guardia, ideale trait d’union fra la valle del Brenta (e di conseguenza i porti di Bassano, di Padova e di Venezia) e Marcesina, cornucopia di ricchezze ambientali e forestali.
La storia della città di Bassano riporta inoltre che il castello cittadino – tuttora esistente e ben conservato – eretto dagli Ezzelini agli inizi del XII secolo, divenne proprietà dei Visconti e che ad essi, negli anni del loro dominio, il capoluogo vicentino chiese protezione contro gli agguerriti padovani Da Carrara, famiglia che sempre provò e qualche volta riuscì, a impossessarsi di Vicenza.
Va ricordato che nel 1385, a Pavia, fu fatta una coalizione fra le Signorie di Milano, Mantova, Padova, Ferrara: l’anno successivo, il milanese Gian Galeazzo Visconti firmò un patto col padovano Francesco Da Carrara, per il quale Verona passava sotto i Visconti e Vicenza e territori annessi, sotto i Carraresi, in un continuo scambio di cortesie…Quando toccò il loro turno, i Visconti attuarono una politica che non andava a sconvolgere la precedente organizzazione scaligera. Furono formate classi diri-genti cittadine, scelte fra nobili e notabili locali, cui affidare l’amministrazione del territorio attraverso un apposito “Consiglio”.

I Visconti, la Serenissima e il “Vicentino”

L’Altopiano deve molto ai Visconti: fu Gian Galeazzo ad avviare la costruzione della Calà del Sasso, per sottrarre Asiago dall’onere di pagare dazio a Gallio per il trasporto delle merci monte/valle/monte, lungo la Valgadena. Aprendo la via della Valvecchia fino a Valstagna (quindi al Brenta), Asiago si affrancò e ne trasse vantaggio per cinque secoli, fino al suo ultimo utilizzo, che risale, all’altro ieri … anno 1959!
Alla morte di Gian Galeazzo nel 1402, Vicenza fu contesa fra i suoi eredi Giovanni Maria e Filippo Maria. Quest’ultimo già governava Bassano Feltre e Belluno e aveva la tutela di Verona e Vicenza. I vicentini astutamente decisero a quel punto di fare atto di dedizione a Venezia, che dichiarò guerra ai Da Carrara, li vinse e li fece giustiziare. Così in poco tempo, la città lagunare si ritrovò padrona dell’intero Veneto: i “domìni da tera” di cui l’Altopiano faceva parte, erano divenuti tanto determinanti quanto quelli “da mar” erano ormai compromessi dai turchi. Il Veneto divenne a tutti gli effetti uno stato laico cui l’autorità religiosa alla fine, dovette soggiacere. Venezia governò il territorio con un sistema aristocratico ma non feudale, ripristinando le autonomie locali, operazione che dette l’avvio ad un vero e proprio stato moderno.

Nascita e morte della Federazione dei 7 Comuni

Gli abitanti dell’Altopiano, alla caduta degli Ezzelini (coi quali da sempre ci fu un rapporto di privilegio e protezione data l’affinità delle origini), scelsero di creare un’ associazione fra i comuni: la “Federazione dei 7 Comuni” detta anche “Spettabile Reggenza dei 7 Comuni”, un modo molto lungimirante di fare squadra contro le altrui pretese; un modo per avere – come diremmo oggi – più potere contrattuale.
La Federazione, nata formalmente nel 1310 (ma attiva già dal 1259 sotto il nome di “Lega delle Sette Terre Sorelle”), fu a tutti gli effetti, una piccola nazione indipendente che comprendeva un territorio (oggi conosciuto come Altopiano dei 7 Comuni, ma in passato era un’area geografica, posta fra il Veneto nord-occidentale e il Trentino: siti attualmente appartenenti ad altri ambiti amministrativi), la cui massima estensione nel 1750 fu di ben 900 kmq.! La data di nascita della Federazione, è contemporanea a quella della Confederazione Elvetica. La nostra fu la più piccola fra le federazioni politiche d’Europa, antecedente l’avvento della Repubblica di S. Marino.
Essa cessò definitivamente di esistere il 29 giugno 1807, per volontà di Napoleone I Imperatore di Francia e Re d’Italia, che dichiarò abolito il Governo federale (ovvero la Reggenza), dopo 5 secoli di vita! Dopo una breve parentesi sotto il governo imperiale austriaco, nel 1866 fu annessa al Regno d’Italia, a seguito della vittoria italiana nella terza guerra d’Indipendenza.
Il nome cimbro (l’allora lingua ufficiale!) della Federazione era: “Hòoga Vüüronghe dar Siban KomàUne”; la capitale: Sleghe (Asiago); il motto: “Sleghe un Lusaan, Genewe un WRnsche, Ghelle, Rotz, Rowaan: dise saint Siben, Alte Komeun, PrUdere Liebe”. (Asiago e Lusiana, Enego e Foza, Gallio, Rotzo e Roana: questi sono i Sette Antichi Comuni, Fratelli Cari).
Accantoniamo momentaneamente l’argomento “Federazione” cui ci dedicheremo in seguito, per soffermarci sull’importanza che ebbe la “Calà del Sasso” per Asiago, la contrada omonima e l’Altopiano intero.