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Così ti salvo la Seriola

Seriola - quadernivicentini.it - QV

COSÌ TI SALVO LA SERIOLA – L’OPERAZIONE SWAN SI PUÒ FARE, ECCO COME

Il costo? Lo stesso delle pietre antialghe della coppia Tosetto-Variati. Partendo dall’esistente – vale a dire il reale corso della Seriola, da Moracchino, via Albera, viale Trento, borgo Santa Croce – ci si è resi conto che il vecchio alveo sotterraneo, da collegare con gli unici due tratti a cielo aperto, i Giardini e campo Marzo, è ostruito e non più percorribile. Va creato un pozzo artesiano di alimentazione e portata adeguate, la cui torretta potrebbe sorgere in area già comunale: l’attuale parking Fogazzaro. Quaderni Vicentini mette a disposizione della città un progetto già studiato nei suoi particolari da esperti idraulici di fama nazionale. Se Variati avrà l’umiltà di ascoltarci: gli converrebbe, perché lui una soluzione non ce l’ha e non l’ha mai avuta

GIOVANNI BALDISSEROTTO

RIPRENDO IL DISCORSO LASCIATO dolorosamente in sospeso (chiedo venia) alla pagina 88 del numero 3/2014 di
Quaderni Vicentini per dare ai nostri (sembra) sempre più numerosi lettori, ormai affezionati e consolidati, un’incredibile notizia: nel Giardino Salvi, se i cittadini, vorranno, potranno tornare a scorrere “chiare, fresche, dolci acque” anche senza la consulenza tecnica dell’ing. idraulico Francesco Petrarca da Arquà.
Ripercorro ora il più velocemente possibile le righe del mio precedente scritto per evidenziare e sintetizzare (per chi non lo avesse letto) le ragioni che hanno favorito l’indesiderata nascita della “cloaca”, sia lungo quella che fu la Peschiera con Giardini dei Conti Valmarana sia lungo quello che è tuttora il Campo Marzo, indecenza da quasi 30 anni cristallizzatasi grazie all’indifferenza e miopia da “poer-nani” dei signori Quaresimin -Hullweck -Variati. Trent’anni? Sì, comunque un nulla di fronte all’Eternità!

Riscoperta delle cause e la Grande Boja

Nella notte dei tempi la Seriola (Ceriola) non esisteva affatto perchè il territorio circostante, l’attuale frazione Maddalene, delimitato a sudovest da una modesta altura e a nord-est da un rio a quota lievemente superiore, era una “plaga”  (depressione naturale) non molto ampia di superficie ma molto ricca di risorgive (v. l’area delle risorgive che formano l’attuale Bacchiglioncello in località Vivaro di Dueville, non molto distante dalle Maddalene).
Ma a differenza di quest’ultima, tale “plaga”era priva di sbocco naturale. La più copiosa di tutte queste sorgenti era la Grande Boja, così chiamata perchè sembrava una pentola sempre in ebollizione (in bojo) ma questa vivacità che la faceva addirittura fuoriuscire spavaldamente (rispetto alle altre sue compagne) dal piano di campagna, non era dovuta allo sprigionarsi di una diabolica energia termodinamica (termale, tipo Abano o Montegrotto) ma era dovuta sicuramente ad un surplus di energia piezometrica, risalente da una falda sotterranea profonda e in sovrapressione (rispetto a quella atmosferica) la cui presenza e natura a quei tempi ovviamente nessun conosceva.

Altissimo, la Armeni e Cappuccetto Rosso

Questo discorso mi porge il destro per chiarire, una volta per tutte e per quanto possibile brevemente, la macro-differenza che esiste tra falde freatiche e falde artesiane di modo che alla prossima occasione il Maestro & Grande Esperto signor Lorenzo Altissimo, che io chiamo Mr. Banalità 50% (50% perchè solitamente in pubblico per metà è veramente un Maestro ma per l’altra metà è uno “smemorato” ) alla valente Armeni del GdV non narri ogni volta la storia di Cappuccetto Rosso e il Lupo. Vediamo di che trattasi :
1) Le falde freatiche sono gli acquiferi più superficiali che fuoriescono, ove l’altimetria e/o la natura non argillosa dei terreni siano favorevoli, dando luogo a bolle risorgive di acqua purissima che subito si adagiano pigre tra l’erba. È logico ed evidente che su questo genere di falde regna la pressione atmosferica e quindi le sorgenti non si possono mai sollevare oltre la cosiddetta “linea – orizzonte”. In pratica, sono le falde entro le quali, nell’antichità, venivano scavati i pozzi rurali o venivano conficcate delle canne metalliche non più lunghe di 8-10 metri alla sommità delle quali venivano installate le classiche pompe a stantuffo. Grazie ad esse intere generazioni di nostri progenitori hanno potuto dissetarsi e sopravvivere.
2) Le falde artesiane o captive (cioè imprigionate) sono invece acquiferi più profondi e sempre comunque confinati tra due strati di terre coerenti (argille) o due/più strati litoidi (rocciosi), ovviamente non fessurati, entro i quali le vene d’acqua scorrono protette e in sovrapressione (ossia a pressione superiore a quella atmosferica) come se fluissero entro una condotta forzata. In questi tipi di falde pescano gli acquedotti pubblici; di esse speciali apparecchi (piezometri) misurano la (sovra) pressione onde stabilire se le loro risalite potranno o meno emergere sopra il piano di campagna (p.c.).
Nel recente passato, molti dei nostri lettori meno giovani ricorderanne le canne (non quelle oggi molto di moda, le altre) che buttavano acque dal delizioso sapore di ferro, a temperatura costante per tutto l’anno e assolutamente pure. Altri (stupendi) tempi! E questo era appunto il caso della Grande Boja, un misto di risorgiva freatica e di “canna artesiana”, uno spettacolo tuttora meraviglioso offerto gratuitamente da Madre Natura nell’Oasi delle Maddalene a tutti coloro che durante la caotica e stressante giornata lavorativa del giorno d’oggi sentono un improvviso ed incontenibile bisogno di Silenzio e di Bellezza.

Dal Moracchino all’Albara, a viale Trento, a Borgo Santa Croce

Ma torniamo con i piedi per terra e alla Roggia Ceriola, ossia allo scavo fatto dall’uomo per dare sfogo alle acque della “gora” che, seguendo il profilo naturale delle campagne circostanti e soggiacenti, furono condotte ab initio a sfociare nell’attuale Bacchiglione nel medesimo punto in cui oggi s’immettono.
In epoche successive (mi si passi l’approssimazione ma non sono uno storico delle Acque) i nostri avi molto più laboriosi di noi (perchè c’era fame e l’acqua potabile scarseggiava, dato che non esistevano le moderne reti acquedottistiche del XIX secolo) pensarono di deviare all’altezza del Moracchino-SS. Pasubio la Ceriola verso la Città (CivisCeriola…Seriola) scavando a mano un capace alveo tuttora visibile sia all’interno dei Giardini Salvi sia lungo Campo Marzio, uniche tratte rimaste a cielo libero (misure fatte alla fine del XIX secolo fornirono valori di portata di tutto rispetto, dell’ordine di 250-300 litri al secondo, mc/sec 0.250-0.300) schifezze a parte.
Questo scavo venne prolungato verso ovest, sud-ovest, attraversando la località nota come Albara, correndo quindi lungo tutto viale Trento, fino a raggiungere Borgo Santa Croce ove proseguiva, come ramo primario, parallelo alle Mura fino alla Rocchetta (ponte levatoio) per piegare infine ad angolo retto e concludere il suo tragitto urbano contro la collina del Torrione dell’allora Porta Feliciana (oggi Castello) ove ancora una volta deviava le sue acque correnti ad angolo retto per finire, secondo residua pendenza, nel Retrone, dopo avere reso vitale e gioioso (allora sul serio, non come oggi) quel lato del Campo Marzio.
Immaginiamoci per un attimo che quel Campo Marzio fosse stato il palcoscenico di una rappresentazione teatrale avente per sfondo un corso d’acqua viva e non l’attuale cloaca; una bella differenza!

Sul Retrone non sfocia la Seriola ma le acque stradali di tre vie: Eretenio, Mure Pallamaio, Carpagnon

Ed ora per me è venuto il momento di svelare un segreto, quanto meno per ricompensare, per la preziosa attenzione finora prestatami, i miei lettori: oggi nel fiume Retrone non sfocia affatto la Seriola, nonostante le apparenze, ma confluiscono le acque stradali di Viale Eretenio, Via Mure Pallamaio e Contrà Carpagnon in virtù di una furbata combinata illo tempore da alcuni tecnici non propriamente integerrimi del Comune di Vicenza in vena di generosità nei confronti dei privati proprietari degli immobili d’angolo siti tra Via Dalmazia e Viale Eretenio.
E torna utile questa occasione per poter informare su questo periodico libero e puro i vicentini e il loro sindaco Variati (quello che si fa bello con i drink consumati sulla “terrazza della Basilica sotto le stelle”), che da tempo ho segnalato lo sporco (acqua ferma e puzzolente) trucco all’Assessora Balbi – che però finora non ha mosso nemmeno un dito per saperne di più. È per me banale citare il fatto che dal ramo principale della Seriola, nel corso dei secoli, circa otto per la cronaca (mica pochi) si ricavarono numerose derivazioni per i più disparati usi e nei più diversi momenti di storia urbana.
Ed ora arrivo all’argomento clou di questo mio secondo appassionato interessamento alla “nostra” Seriola, con l’obiettivo dichiarato di fornire lumi per una sua rinascita (se la vorremo, altrimenti essa resterà per sempre la cloaca che le ultime due generazioni hanno conosciuto, con i politici di turno e tutti noi consenzienti). Le foto allegate vogliono ricreare quella stessa atmosfera romantica e dolce di tanti anni fà (circa 40) che, grazie al progetto genialmente scoperto dai tecnici – idraulici interpellati da QV, sarà possibile far rivivere non appena l’attuale futile governo della città sbaraccherà e noi, rimasti fedeli alla città, apriremo finalmente le paratoie per cambiar l’acqua al Cigno.

La Seriola, per rinascere, è obbligata a cambiare tracciato

Preciso ora il punto di vista strettamente tecnico. Dico subito che l’immissione delle acque della Nuova Seriola non potrà più avvenire per spinta di gravità come fu per molti secoli, né tanto meno potrà ripercorrere lo stesso identico tracciato, in troppi punti sicuramente interratosi e quindi compromesso per sempre. In altri termini pensare oggi, anche solo per un attimo, di ripercorrere quella medesima linea con il sistema di allora (gravitazionale), sarebbe da considerare un’idea luminosa per essere ricoverati immediatamente al Neuro. Ed ora scendo nei particolari confidando che il Variati-Superstar metta in atto l’impresa con mezzi pubblici di certo esistenti (tesoretto del bilancio A.I.M.).

L’acqua della Nuova Seriola dovrà essere estratta da un pozzo artesiano da trivellare all’altezza di un sito di proprietà comunale

Chiarisco subito che l’acqua della Nuova Seriola sarà corrente, pulita e limpida perché estratta da un pozzo artesiano di portata tale da garantire un minimo di circa 500 litri al secondo, portata convogliata in unica condotta in pressione che, in prossimità del punto di sfocio, si potrebbe suddividere in 3 segmenti, ognuno presidiato da saracinesca, in modo da permettere i periodici e dovuti interventi di manutenzione sia ordinaria che straordinaria. È stato logico e di buon senso per i tecnici sentiti da QV aver pensato che tale pozzo dovesse essere più vicino possibile sia ai Giardini che al Fiume Bacchiglione, essendo notorio che le falde (freatiche e/o artesiane) sono molto più ricche e meno profonde (costi minori ) se più vicine possibile a corsi d’acqua perenni, come appunto sono i fiumi. In questo senso si dà il caso fortuito che la posizione ideale per trivellare tale pozzo sia all’interno di un’area già di proprietà comunale, ossia all’interno del parcheggio AIM sito in riva destra, subito a valle del ponte pedonale in zona Carmini.
La qualità dell’acqua sarebbe ovviamente garantita ma ciò non basta perché l’acqua per i Giardini dovrà essere convogliata e indirizzata verso questi in un condotto in pressione, altrimenti il prezioso fluido-liquido non sarà mai recapitato da nessuna parte. Per dotare quindi di energia piezometrica l’acqua della Nuova Seriola si dovrà inviare questa in un serbatoio a tenuta (torrino di carico) posto ad un’altezza molto modesta stimata dai tecnici QV pari a 4-5 metri.
Da tale serbatoio rialzato deve scendere la tubazione portante nel diametro da calcolare in base alla lunghezza del percorso e alle perdite di carico sia localizzate che continue. Tale condotta-in-pressione deve per forza attraversare il cortile di proprietà della Chiesa dei Carmini, uscire dall’ingresso carraio e dirigersi in unico rettilineo lungo Via Busato e Contrà Porta Nova fino alla porta della Loggia-Longhena dalla quale è da sempre stata immessa l’acqua della Vecchia Seriola.

Dove immette l’attuale Seriola? In una misteriosa galleria di piazzale De Gasperi: diamo un’occhiata, prego

Al punto di recapito tale condotta sarà dotata di curva aperta (45°) e dopo un breve tratto di raccordo essa sarà suddivisa in tre brevi rami ognuno dei quali sfocierà in corrispondenza di ciascun volto della Loggia in modo che il nuovo afflusso possa distribuirsi in maniera uniforme entro l’esistente alveo.
Penso sia banale scrivere che l’alveo dell’attuale Seriola debba essere radicalmente ripulito e la sponda destra debba essere convenientemente protetta e sostenuta da una palificata in legno del tipo eguale a quella esistente su ambedue le rive nella zona di uscita verso la misteriosa galleria che attraversa Piazzale De Gasperi e sfocia a valle in prossimità di Via Gorizia.
A questo punto della trattazione va evidenziata un’importante conditio sine qua non; a chiare lettere va detto che qualora la suddetta galleria dovesse risultare, dopo doverosa ispezione comunale, ostruita in uno o più punti per interramento o collasso strutturale (ex garage PAM e tratti limitrofi) tali impedimenti dovrebbero essere rimossi ad ogni costo perché la Nuova Seriola possa rivedere la luce.
È tutto chiaro gentile sindaco Variati?
È la gente di Vicenza che lo vuole. E la volontà del Popolo, stavolta sovrano-sul-serio, ivi compresi i suoi ex-elettori, potrà essere accertata da QV allestendo uno o più gazebi gestiti dal Gruppo degli Amici della Nuova Seriola (Quaderni Vicentini + Italia Nostra + Società del Verde) lungo Corso Palladio a partire dal prossimo mese di ottobre.

Aumentare la pendenza fino a Campo Marzo – Una paratoia a conchiglia contro eventuale piena Retrone

A galleria riaperta, le acque della Nuova Seriola – previa totale rimozione delle attuali paratoie da decenni bloccate immediatamente a monte di Piazzale De Gasperi e sostituite da moderne paratoie differenziali automatizzate di tipo lamellare – finalmente saranno liberate!
Ma il progetto esecutivo di QV non finisce qui, perchè se anche si espurgasse e si risezionasse l’alveo della Seriola lungo il tratto del Campo Marzo, l’esistente pendenza resterebbe la medesima e quindi è facile immaginare che dopo un po’ d’anni il rio tornerebbe ad intasarsi di fanghiglia e di “scoasse” .
Per tutto ciò si è progettato di aumentare la sua inclinazione in modo che le Nuove Acque scorrano più vivacemente, cosa questa peraltro quanto mai possibile essendo l’attuale quota di sfocio la medesima dell’imposta sulla quale appoggiava il ponte-canale che portò le acque della Seriola oltre il Retrone per molti secoli. Tale quota deve essere abbassata fino al livello delle acque di magra ordinaria del fiume.
Qualche esperto potrebbe obiettare: “E quando il Retrone va in piena cosa succede?” La risposta non è difficile e suona pressappoco così: “In ogni caso il manufatto di sbocco della Nuova Seriola in Retrone sarebbe presidiato da una paratoia a conchiglia che si solleverebbe automaticamente a seconda degli stati di intumescenza dello scolatore. Inoltre il progetto esecutivo di QV prevede persino la possibilità di monitorare una prossima piena straordinaria mediante rincollo controllato entro l’alveo all’uopo ricalibrato della Nuova Seriola! Più di così!” .
Di certo “cose mai viste” in questa cittadina ancora ferma al Medio Evo in fatto di opere di sistemazione dei corsi d’acqua e di manufatti idraulici di regolazione! Sono certo che questo mio/Vostro “dream” si realizzerà. Molto, anzi tutto, dipenderà dalle condizioni di conservazione della “misteriosa galleria”, dalla partecipazione dei vicentini veramente intenzionati a ridare al centro storico la dovuta dignità e dalla sincera volontà del prossimo Sindaco di voler seriamente rimediare al sempre più indecente, pluridecennale e ormai intollerabile degrado, quel degrado che le pietre-mangia-alghe dell’architetto-idraulico (?) Tosetto, non sono riuscite a debellare.

Post Scriptum: da roggia a cloaca, pompe ferme, e perfino fontana dei Cavalli Alati senz’acqua

Molto prevenuto e diffidente, conoscendo i pregiati funamboli che nel tempo presente e quanto mai provvisorio (e breve) si stanno esibendo nel Circo di Piazza Biade e di Palazzo Trissino, il giorno 25 luglio con 37 gradi al sole sono entrato di proposito nei Giardini Salvi perché “sentivo” che qualcuno aveva dato ordine alla Balbi di interrompere il funzionamento delle pompe, anni or sono fatte installare dalla diabolica coppia Variati-Tosetto solamente allo scopo di riempire con un po’ d’acqua stagnante l’alveo oramai in necrosi da anni.
I miei malevoli sospetti si rivelarono presto fondati: i pozzi erano asciutti, le costose pompe ferme, cosicchè l’alveo della Seriola da Roggia si era trasformata in cloaca sul medesimo modello esistente lungo Campo Marzio. E questa schifezza era ovviamente presente vergognosamente anche davanti alla Loggia del Palladio, la cui fama e opere hanno consentito alla nostra Città di essere inserita nell’elenco delle Città-patrimonio dell’Unesco.
Decisamente un’offesa e uno sgarbo imperdonabili arrecati al grande Architetto. Secondo logica, buon senso e molta ingenuità, ho quindi rivolto lo sguardo alla vicinissima Fontana dei Cavalli alati (che un anno fa circa è stata restaurata a spese della Recoaro), convinto di vedere finalmente zampillare l’acqua come tanti anni or sono perché speravo, in totale dabbenaggine, che il Variati-gestione 2 avesse dato ordine di deviare l’alimentazione elettrica dalle inutili e costose pompe dei due pozzi a quelle (molto più economiche) collegabili ai getti della fontana. Ovvero, che egli avesse più speditamente e razionalmente prov veduto a ordinare alle A.I.M (gallina dalle uova d’oro di Cola & C) dirifornire d’acqua la fontana allacciandola all’esistente rete comunale dell’acquedotto che alimenta anche la “vasca delle angurie” di Piazzale De Gasperi finora asciutta 5 giorni su 7 senza alcun motivo plausibile per una città che ambisce al TAV e che ha aperto la terrazza della Basilica per un cocktail sotto le stelle.
Invece, anche la grande e magica Fontana dei Cavalli era in secca come lo è spesso da circa 20 anni a questa parte. Il tutto nella più totale cecità e indifferenza degli abitanti di questa cittadina mariana di timorata cattolica tradizione.
PS 2. Nella Nuova Seriola ritorneranno a vivere non solo i Cigni ma anche i Germani reali e le gallinelle d’acqua, paperine dal becco rosso.